Suolo agricolo

A Padova il cemento copre quasi metà della superficie urbana

Report Ispra: 49,99% dell’area cittadina compromessa; Cia sollecita una normativa nazionale.

A Padova il cemento copre quasi metà della superficie urbana

Padova si conferma la provincia veneta con il maggiore consumo di suolo. A evidenziarlo è l’ultimo report di Ispra, secondo cui nella città la superficie ormai impermeabilizzata raggiunge il 49,99%. Un dato che l’associazione Cia Padova definisce un record negativo e che riaccende il dibattito sulla necessità di limitare le nuove edificazioni.

L’allarme dell’associazione

Di fronte ai numeri diffusi dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, Cia Padova torna a chiedere l’approvazione urgente di una legge nazionale sul consumo di suolo. La norma quadro, sottolinea l’organizzazione, è ancora ferma in Parlamento.

Il presidente dell’associazione padovana, Luca Bisarello, parla di una situazione che rischia di passare sotto traccia. Secondo la sua valutazione, la continua trasformazione di aree libere in superfici costruite aumenta la vulnerabilità del territorio e riduce una risorsa considerata essenziale per l’agricoltura e per la sicurezza delle comunità.

Impermeabilizzazione e rischio idrogeologico

Cia Padova richiama anche gli effetti ambientali dell’impermeabilizzazione. Quando le superfici non riescono più ad assorbire l’acqua piovana, il drenaggio risulta più difficile e le precipitazioni possono provocare danni alle coltivazioni e agli insediamenti urbani. L’associazione ricorda inoltre che, secondo quanto riportato nel testo, nelle aree cittadine la temperatura può essere di 5 gradi superiore rispetto alla campagna aperta.

La riduzione degli spazi non edificati incide anche sulla disponibilità e sul costo dei terreni destinati all’agricoltura. Per Cia, questa dinamica rende più difficile per le aziende ampliare la propria attività e per i giovani imprenditori avviarne una nuova.

L’associazione ha quindi presentato ai sindaci un’istanza per chiedere la predisposizione di bilanci del consumo di suolo, strumenti utili a censire le trasformazioni e a favorire il recupero degli spazi abbandonati attraverso incentivi. Cia propone inoltre di mantenere l’attuale destinazione d’uso degli appezzamenti ancora liberi nei futuri piani comunali e di puntare sulla riqualificazione delle infrastrutture esistenti, evitando, quando possibile, la realizzazione di nuove strutture.