Ordine pubblico

Sospesa per 60 giorni la licenza del kebab La Rosa del Deserto

Due arresti e precedenti episodi hanno portato al provvedimento della Questura padovana.

Sospesa per 60 giorni la licenza del kebab La Rosa del Deserto

Gli agenti della Polizia Amministrativa e di Sicurezza della Questura di Padova hanno eseguito il provvedimento con cui il questore Marco Odorisio ha disposto la sospensione per 60 giorni della licenza di somministrazione di alimenti e bevande e delle altre autorizzazioni collegate alla pizzeria e kebab da asporto La Rosa del Deserto, in via dei Colli a Padova.

La misura è stata adottata al termine di un’attività istruttoria avviata sulla base delle segnalazioni della stazione dei Carabinieri di Padova Principale e della Guardia di Finanza. Secondo quanto ricostruito dagli organi di controllo, il locale sarebbe stato utilizzato abitualmente per la detenzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti, fino a essere individuato come una possibile base logistica per il traffico di droga.

Gli arresti e i precedenti

Tra gli elementi valutati dalla Questura figura l’arresto del gestore dell’esercizio e di un suo connazionale tunisino, dipendente della pizzeria. I due sono stati arrestati dai carabinieri con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di 35 grammi di cocaina, suddivisi in sette involucri da cinque grammi ciascuno. Il procedimento penale dovrà seguire il proprio corso e le responsabilità dovranno essere accertate nelle sedi competenti.

La vicenda, secondo la Questura, si inserisce in un quadro di episodi precedenti riconducibili allo stesso esercizio. Nel maggio 2026, la Guardia di Finanza di Padova aveva segnalato il locale nell’ambito di un’operazione antidroga conclusa il 3 febbraio con l’arresto del gestore, trovato in possesso di oltre 583 grammi di cocaina nascosti all’interno della pizzeria. Gli investigatori avevano ritenuto che proprio nel locale la sostanza fosse custodita e che vi fosse organizzata l’attività di spaccio.

La decisione della Questura

La situazione era già stata sottoposta all’attenzione degli uffici di via Zara. Nel marzo 2023, la titolare dell’attività era stata formalmente richiamata dalla Divisione Polizia Amministrativa e invitata a vigilare con particolare attenzione sulla gestione del pubblico esercizio. Il richiamo era seguito a segnalazioni sulla presenza di persone con precedenti e su frequentazioni e comportamenti ritenuti sospetti.

Per la Questura, la ripetizione degli episodi di spaccio, la presenza abituale di soggetti gravati da precedenti penali o di polizia e il coinvolgimento di persone che lavoravano all’interno dell’esercizio hanno delineato una situazione di grave pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica, oltre che per la salute dei cittadini.

Alla luce della gravità e dell’attualità dei fatti, il questore ha quindi ritenuto necessario interrompere l’attività per impedire che il locale continuasse a essere utilizzato come punto di aggregazione per persone dedite ad attività illecite. La sospensione è stata definita dalla Questura una misura necessaria e proporzionata per ripristinare le condizioni di legalità e sicurezza nell’area.