Pena contestata

Padova, condannato per l’allevamento abusivo di cani

Le associazioni chiedono sanzioni più severe dopo il ritrovamento in una cantina umida.

Padova, condannato per l’allevamento abusivo di cani

Un residente di via Cabrini, a Padova, è stato condannato a 2 mesi e 15 giorni di reclusione per la detenzione abusiva di diversi cani destinati alla vendita. Gli animali, appartenenti a razze tra cui American Bully, Braboncini e Bulldog Francesi, erano custoditi nello scantinato di una casa Ater, in condizioni ambientali inadeguate.

Secondo quanto emerso nel procedimento, i cani vivevano al buio, all’interno di una cantina umida e in presenza di odori particolarmente sgradevoli. Gli esemplari sarebbero stati allevati con l’obiettivo di essere successivamente ceduti. Durante il sopralluogo furono rilevati anche parassiti e infezioni alle orecchie.

L’intervento dopo la denuncia

La denuncia alla Procura di Padova era stata presentata nel marzo 2019 da alcuni operatori della Lac, con la collaborazione del Movimento Animalisti 2.0. A distanza di quattro anni, l’intervento del corpo forestale e della polizia locale ha consentito di cambiare la situazione e di portare alla luce le condizioni in cui erano detenuti gli animali.

Nei giorni scorsi il giudice ha riconosciuto la responsabilità per i reati di abbandono di animali e di getto pericoloso di cose, quest’ultimo collegato alle emissioni provocate dalle deiezioni degli esemplari rinchiusi. La pena è stata inflitta senza sospensione condizionale. L’imputato è stato invece assolto dall’accusa di maltrattamento di animali.

La protesta delle associazioni

Le associazioni animaliste del territorio hanno espresso soddisfazione per la fine dell’attività, ma hanno giudicato la sanzione non adeguata. A loro avviso, dopo anni di attesa, la pena sarebbe troppo lieve per rappresentare un efficace deterrente contro il commercio irregolare di animali.

Il richiamo delle organizzazioni si rivolge anche a chi acquista cani da realtà non autorizzate. Secondo le associazioni, queste compravendite contribuiscono a sostenere un circuito fondato sullo sfruttamento degli animali e alimentano la domanda che permette agli allevamenti abusivi di proseguire.